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Storia di Gabriele e Celeste

Storia di Gabriele e Celeste

Raccontare:” È stato bello poter leggere, prima di lasciare il nostro grazie, le storie, i saluti, i ringraziamenti di coloro che ci hanno preceduto in questa avventura. Eh si… propio di un’avventura di tratta…”

Più di due mesi prima, rispetto ala nascita presunta, i nostri amori Celeste e Gabriele sono venuti alla luce una notte. Quella notte abbiamo rischiato tutti e tre di non rimanere in questo mondo. L’avventura è cominciata nell’ospedale civile di Venezia, in urgenza ci hanno al più presto trasferito a Mestre e ci hanno permesso di essere qui a goderci la quotidianità con stupore.

Ora è quasi tutto passato e stiamo recuperando alla grande, ma non abbiamo mai mollato.

Dopo il Cesario d’urgenza ho visto i bimbi dopo 8/9 giorni… Dalla Sala Parto sono finita in Terapia Intensiva dove ho dormito un po’ forzatamente e poi tra i drenaggi ai polmoni e/o paure doverose, sono trascorsi pesantemente i minuti, anche perché nel trambusto avevano perso i miei occhiali da vista ed io non vedevo nemmeno le foto, che qualche angelo, oltre al mio compagno, mi portava per vedere almeno i volti, le mani dei miei bimbi.

Non sto a dirvi quanti pensieri vagano nella mia mente: c’erano davvero questi bimbi? Erano nati? Io sotto anestesia generale, quindi non avevo avuto modo durante il cesareo e dopo di vederli, temevo mi dicessero delle bugie per non farmi crollare fisicamente e/o psicologicamente.

Ma io sognavo i miei bimbi…

Una notte di dolori pazzeschi quando mi trovai a piangere perché nemmeno l’antidolorifico più potente sembrava funzionare…

Sentii delle voci dire: “mamma dai, ti aspettiamo”. Quanta dolcezza, quanto conforto, così stringerti ti denti ancora una volts e ricominciai a “sperare” che tutto andasse bene anche se in Terapia Intensiva sembrava tutto più difficile e tutto più nero.

L’unico momento che lì sotto riuscivo a vedere uno spiraglio di luce, erano le visite dei medici che arrivavano dalla Patologia Neonatale e Ginecologia/ostetricia…. Arrivavano nel mio piccolo spazio abitativo (lo chiamavo così, un quadrato con dentro il letto ed ogni tipo di macchinario per poter monitorare i miei organi birichini, ma preziosi), in primis la Dottoressa Cavicchioli, a lei un doppio grazie ancora.

Le ostetriche , le infermiere un grazie doveroso, lì il tempo pare essere un orologio con le lancette appesantite dal piombo.

Finalmente il giorno quando hanno deciso che potessi salire, fu magico! Piano 3^ finalmente in reparto con le altre mamme, almeno al posto delle emergenze più gravi e/o disparate, sentivo bimbi piangere e per me fu il suono più dolce… La musica più amata.

In quei giorni presi un po’ di forze e dopo 2 giorni e mezzo di reparto “normale” vennero a prendermi con una carrozzina e andai a vedere dove fino a quel momento erano stati i miei bimbi.

Arrivai davanti ad una porta con scritto:” PATOLOGIA NEONATALE”

E qui ho scoperto un mondo…

Ad ogni persona di quel reparto mi sento di dire un grazie speciale per loro che con il cuore contribuiscono a renderlo speciale.

Con loro i nostri bimbi sono passati dal trovarsi momentaneamente con un papà fantastico e tantissime infermiere molto professionali ognuna col propio carattere, cuore storia e tenerezza speciale rivolta ai nostri figli.

Entrare lì dentro è stato facile, ci avete accolto col sorriso: ricordo ancora SIlvia che col suo sorriso mi disse: “Buongiorno e Benvenuta mamma” quella frase, il suono di quella voce, il viso e tutto ciò che traspariva da questa infermiera mi hanno fatto sentire a casa, al sicuro quel primo giorno ed ogni singolo minuto di questa esperienza. I miei figli sono sempre stati tra le braccia.

I miei figli sono sempre stati tra le braccia di mani competenti, materne, sicure.

Da ognuno di voi abbiamo imparato qualcosa: la pazienza, il saper accogliere, la creatività anche e soprattutto con le cose semplici, ma preziose (vero Morena?:)) Delle procedure particolari che porteremo sempre con noi e cono loro per sempre, perché non si possono dimenticare.

Non si può nemmeno dimenticare che ha saputo venire incontro particolarmente, che ha saputo andare al di là del professional per giungere all’umano.

Per cui vi ringrazio col cuore.

Sono nati prematuri e per noi è stata una benedizione, abbiamo potuto imparare tantissime cose: stare con i bimbi, abbracciarli, coccolarli, annusarli…

Dopo aver rischiato di non esserci, dopo aver rischiato di non vedere più i bimbi ora siamo tutti e tre qui, vivi, grazie ad ogni medico che con prontezza è intervenuto, per cui alla vita, al Signore (a cui io credo) dico grazie tutti i giorni.

E non posso non mandare in abbraccio virtuale a ciascuno di voi genitori che state vivendo quest’esperienza.


Un bacio speciale dal mio cucciolo Gabriele va a Roberta è troppo piccolo per farlo, ma lo faccio io al suo posto, quando crescerà gli racconterò del suo “amore” che avevi per lui. Un bacio speciale a Silvia che ha sempre trovato nomi giusti per darci grinta.
W la vita e W l’ottimismo.
A tutti un bacio speciale

200

Questo è il numero dei neonati pretermine nati fino ad oggi nel reparto di Patologia Neonatale di Mestre. In questa pagina puoi leggere alcune delle loro storie.
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